Dal 2012 in Italia le tariffe forensi non sono più obbligatorie per legge. Il compenso è libero e si basa su accordo tra avvocato e cliente. In mancanza di accordo, si applicano i parametri forensi del D.M. 55/2014, che stabiliscono compensi minimi e massimi per tipo di attività e valore della causa.
La parcella comprende: onorario per l'attività professionale, rimborso spese (trasferte, fotocopia, visure), contributo spese generali (15% del compenso), e contributo alla Cassa Forense (4% del totale). A tutto questo si aggiunge l'IVA al 22%.
Il patrocinio a spese dello Stato (gratuito patrocinio) è riconosciuto a chi ha un reddito annuo inferiore a una soglia aggiornata periodicamente (circa 12.000€). Copre le spese legali in cause civili, penali e amministrative. Deve essere richiesto al giudice e l'avvocato è pagato dallo Stato.
Dipende dalla causa: per cause con durata prevedibile (es. contratti semplici) il forfait dà certezza di spesa. Per cause complesse o incerte, il compenso a ore può essere più equo. Chiedi sempre un preventivo scritto che dettagli le attività incluse e i costi aggiuntivi prevedibili.